Bonus fiscale per pompe di calore: come funziona

z876567Chi acquista una pompa di calore di classe non inferiore ad A+ entro il 31 dicembre 2017 ha diritto al “bonus elettrodomestici” 2017, una detrazione Irpef nella misura del 50% delle spese sostenute per l’acquisto, l’installazione e il trasporto della pompa di calore.

Ricordiamo, infatti, che per tutti i climatizzatori a pompe di calore – cioè apparecchi reversibili, in grado sia di riscaldare sia di raffrescare gli ambienti (e compresi sia i modelli portatili sia i modelli fissi, e per entrambi  la versione monoblocco e split) – immessi sul mercato dell’Unione Europea a partire dal 2003 è obbligatoria l’etichetta energetica. La lettera A+++ indica i condizionatori d’aria con i consumi più bassi di energia. Le lettere A++, A+, A, B, C, D indicano consumi via via più alti.

Per usufruire del bonus elettrodomestici, è indispensabile realizzare una ristrutturazione edilizia (e usufruire della relativa detrazione), sia su singole unità immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre residenziali. Si noti che, secondo la Legge di Bilancio 2017, la detrazione non spetta più quando i beni acquistati sono destinati ad arredare un ambiente diverso dell’immobile oggetto di intervento edilizio, a differenza di quanto previsto dal bonus 2016 per mobili ed elettrodomestici.

Per avere diritto alla detrazione per la pompa di calore, basta aver fatto uno dei seguenti interventi edilizi: manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti; ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza; manutenzione ordinaria e/o straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su parti comuni di edifici residenziali.

Esempi di lavori su singoli appartamenti o su parti condominiali che danno diritto al bonus: modifica della facciata, realizzazione di una mansarda o di un balcone, apertura di nuove porte e finestre, costruzione di servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti, sostituzione di infissi esterni con modifica di materiale o tipologia di infisso, rifacimento di scale e rampe, installazione di ascensori e scale di sicurezza, ripristino dell’aspetto storico-architettonico di un edificio.

La detrazione per l’acquisto di pompe di calore si ottiene indicando le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Unico persone fisiche). Essa è da ripartire in 10 quote annuali uguali, ed è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro, considerato per gli interventi effettuati nel 2016 o per quelli iniziati nel medesimo anno e proseguiti nel 2017, al netto delle eventuali spese sostenute nel  2016 per le quali si sia già fruito della detrazione.

Il limite dei 10.000 euro riguarda la singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, o la parte comune dell’edificio oggetto di ristrutturazione. Quindi, il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto più volte al beneficio. La detrazione per l’acquisto di pompe di calore di classe energetica elevata si ottiene indicando le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi (in pratica, nel modello 730 oppure nel modello Unico per le persone fisiche).

Per avere la detrazione sull’acquisto e installazione di pompe di calore, occorre effettuare i pagamenti con bonifico o carta di debito (ad esempio, il Bancomat) oppure con una carta di credito. Non è consentito effettuare il pagamento mediante assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento. Stesse modalità devono essere osservate per il pagamento delle spese di trasporto.



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