Caldaia a condensazione: rendimento e requisiti

zz6279Se la vostra caldaia a gas è precedente al 2002, ci sono buone probabilità che si tratti di un modello non a condensazione, ovvero che sia un modello tradizionale che ha fino all’80% di efficienza, mentre con i nuovi modelli a condensazione (ne puoi trovare di ottimi ad es. qui) si arriva fino al 90% di rendimento.

Le caldaie a condensazione sono oggi praticamente le caldaie standard in questi giorni per tutte le applicazioni domestiche. Esse utilizzano il calore presente nei gas di scarico della caldaia stessa, sotto forma di vapore acqueo, per preriscaldare l’acqua fredda che entra nella caldaia, aumentando quindi il livello di efficienza, consentendo pertanto un migliore sfruttamento del combustibile, il raggiungimento di rendimenti più alti e una riduzione dei consumi.

Infatti, nella caldaia a condensazione, prima di essere espulsi, i gas residui della combustione attraversano uno scambiatore di calore, all’interno del quale il vapore acqueo condensa, cedendo parte del calore latente di condensazione all’acqua del circuito primario.

La caldaia a condensazione, a parità di energia fornita, consuma meno combustibile rispetto ad una di tipo tradizionale. Infatti, la quota di energia recuperabile è dell’ordine del 16-17%. Le caldaie a condensazione esprimono il massimo delle prestazioni quando vengono utilizzate con impianti di riscaldamento a bassa temperatura (30-50°C), come ad esempio con impianti a pannelli radianti, riscaldamento a pavimento o a battiscopa.

Se abbiamo un impianto di riscaldamento autonomo ed è necessario sostituire la vecchia caldaia a gas, è opportuno valutare attentamente, con l’aiuto di un tecnico, se l’impianto esistente è adeguato all’installazione della caldaia a condensazione, e con quali interventi e costi: per esempio, la capacità della canna fumaria di ricevere i prodotti della combustione, poiché questo tipo di caldaie richiedono condotti fumari che funzionano in pressione e ad umido.

In genere, è sufficiente provvedere a un opportuno intubamento dello scarico dei fumi, cosa che non pone problemi in una villetta ma potrebbe essere non realizzabile in un edificio di molti piani con una canna fumaria in comune (in tal caso si può optare per una canna fumaria esterna o uno scarico a parete). Inoltre, si deve verificare se gli scarichi domestici sono adeguati a ricevere i “condensati” (prodotti di scarto acidi), altrimenti occorre usare un “neutralizzatore”.

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