Caldaia a gas: può esplodere o incendiarsi?

z698768Le caldaie a gas utilizzate in ambito domestico possono incendiarsi e perfino esplodere, sebbene questi eventi siano statisticamente abbastanza rari. In generale, gli incidenti gravi che hanno coinvolto le caldaie a gas, secondo un rapporto dei Vigili del Fuoco, sono stati 126 nel 2014, ma il trend è decrescente ed appena 5 anni prima, nel 2009, sono stati infatti quasi il doppio: 200.

Le cause di questi incidenti – talvolta addirittura mortali – sono state attentamente analizzate dai tecnici, che hanno stilato la seguente classifica dalla più frequente alla meno frequente: inadeguata evacuazione dei prodotti di combustione (36% dei casi); una dispersione di gas, volontaria o non (32% dei casi); una cattiva combustione nella caldaia, compresa quella dovuta ad insufficiente aerazione (25% dei casi); una combustione incontrollata nell’apparecchio (6,3% dei casi).

Nelle caldaie a gas ad uso civile (cioè con potenza fino a 35 kW), i gas utilizzati sono essenzialmente due: il metano e il Gpl. Il metano, il cui peso specifico è inferiore a quello dell’aria, ha una naturale tendenza a salire verso l’alto. Tale elemento va considerato ai fini della  sicurezza, specie nelle problematiche di aerazione e ventilazione dei locali in cui sono installate le caldaie. Il Gpl, al contrario, ristagna al suolo e nelle cavità, causando situazioni di accumulo molto pericolose.

Le statistiche ci dicono che la maggior parte degli incidenti è causato da impianti a metano, ma solo perché è più diffuso negli impianti di riscaldamento autonomi, che spesso provocano incidenti per imperizia, trascuratezza e scarsa cura dedicata dal proprietario all’impianto (mentre gli impianti centralizzati hanno in genere un tecnico che si occupa della manutenzione e dell’esercizio).

Le disgrazie più frequenti non sono provocate – come molte persone sono convinte – dalla fuoriuscita di gas. Questo perché i gas sono chimicamente odorizzati. Il nemico più insidioso è il monossido di carbonio, un gas del tutto inodore che si forma, al posto dell’anidride carbonica, quando alla combustione è fornito poco ossigeno. Il monossido può provocare la morte di una persona in buona salute nel giro di una decina di minuti, causandole una progressiva spossatezza, spesso nel sonno.

In caso di mancata revisione e verifica dei fumi della caldaia a gas, i rischi sono tipicamente 3: la fuoriuscita di gas, con intossicazione e scoppio; la formazione di monossido di carbonio, ad es. perché il locali sono privi della necessaria aerazione o per l’intasamento dei tubi di scarico dei fumi; gli incendi causati da cortocircuiti negli impianti elettrici che servono la caldaia, sia come causa prima dell’incidente che come conseguenza di un incendio o di uno scoppio provocato da altri fattori.

Le “esplosioni” da gas in ambito domestico sono abbastanza ricorrenti perchè è facilissimo che la miscela esplosiva gas-aria all’interno di un ambiente superi i cosiddetti “limiti di infiammabilità”, specialmente se si genera in ambiente non adeguatamente ventilato. La fuga di gas può essere provocata dalla rottura di una tubazione in gomma, dal cattivo funzionamento delle valvole o dei dispositivi di tenuta, etc., non per forza della caldaia. Tuttavia, che esploda la pura caldaia a gas è molto difficile.

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