Casa intelligente: quali protocolli di comunicazione usare?

Una casa “intelligente” deve essere in grado di far comunicare fra loro e con il tuo smartphone i vari componenti della configurazione smart. La maggior parte dei sistemi domotici raggiungono questo scopo utilizzando uno dei tre comuni protocolli di comunicazione: Bluetooth, Z-Wave e Wi-Fi. Ci sono pro e contro in ciascuno di tali protocolli, per cui cerca di capirne bene le differenze.

Bluetooth

Il Bluetooth è un comune protocollo che non esaurisce in poco tempo le batterie dei componenti del sistema domotico come invece fa il Wi-Fi. Dopo tutto, chi vuole cambiare le batterie dei vari dispositivi ogni mese? Con il Bluetooth, le batterie possono durare un anno o più.

Il lato negativo del Bluetooth è il suo raggio piuttosto limitato: circa 100 metri nel caso migliore e probabilmente molto meno, dipende da come è fatta la tua casa. È abbastanza per controllare i vari dispositivi mentre sei a casa, ma se vai troppo lontano e perderai la connessione.

Un’altra cosa da tenere in mente è che i componenti che comunicano in Bluetooth si connetteranno direttamente con il tuo smartphone o tablet. Non hai quindi bisogno di alcun tipo di dispositivo hub per agire come “traduttore” poiché il tuo telefono già parla la lingua giusta. Ciò è comodo, ma gli hub tendono a facilitare la connessione con i dispositivi ed i servizi di terze parti.

I protocolli più usati negli USA per le varie categorie di dispositivi “smart”.

 

Z-Wave

A differenza del Bluetooth, il protocollo Z-Wave non permette al dispositivo di collegarsi direttamente con lo smartphone. Invece, dovrà collegarsi ad un hub compatibile con Z-Wave. Quell’hub traduce il segnale Z-Wave in qualcosa che il tuo router può capire: una volta che lo fa, sarai in grado di connetterti da qualsiasi luogo con il componente domotico che desideri controllare.

Il raggio di azione di una connessione Z-Wave è di circa 35 metri, pertanto il componente dovrà essere almeno vicino all’hub, sebbene altri dispositivi Z-Wave possano agire come amplificatori di segnale ripetendo il segnale dall’hub e inviandolo più lontano. Il segnale Z-Wave può rimbalzare fino a quattro volte diverse, per un intervallo massimo di circa 180 metri (salvo pareti, porte e altri ostacoli).

Un vantaggio del Z-Wave è che il dispositivo non necessita di una propria app. L’interfaccia del dispositivo aggiunto al sistema verrà visualizzata nell’app di qualsiasi hub Z-Wave che si utilizza. SmartThings di Samsung e il Wink Hub sono due esempi di hub di controllo Z-Wave. In particolare, l’hub SmartThings lavora con diversi dispositivi Z-Wave di terze parti compatibili.

Uno svantaggio significativo di Z-Wave è che richiede, come detto, un hub aggiuntivo per parlare con il Wi-Fi. Il lato positivo è che è possibile connettersi a più dispositivi di terze parti rispetto al protocollo Bluetooth standard, se si dispone di SmartThings o di un altro hub multiprotocollo. Ma se non si prevede di utilizzare un gruppo di dispositivi di terze parti, Z-Wave potrebbe non essere necessario.

Wi-Fi

Il Wi-Fi è disponibile come opzione aggiuntiva opzionale con molti modelli di dispositivi domotici, e permette la connessione con la rete Wi-Fi domestica. Una volta che hai effettuato tale connessione, puoi controllare il dispositivo da qualsiasi punto di connessione a Internet.

Anche se questo tipo di protocollo non richiede un hub collegato al router, l’hub è un pezzo di hardware a cui non dovresti rinunciare se vuoi progettare una casa domotica espandibile nel tempo. Inoltre, potrebbe aggiungere un valore significativo a un prodotto unicamente Bluetooth, a seconda delle tue esigenze.

Con dispositivi Z-Wave che lavorano su hub “universali” come SmartThings e Wink, questa funzionalità è integrata. Ciò significa che altri gadget intelligenti compatibili con il tuo hub Z-Wave dovrebbero avere un certo livello di integrazione con gli altri dispositivi della tua rete domotica.

Vuoi ad esempio impostare una regola che accenda l’illuminazione esterna della casa quando si chiude la serratura con il protocollo Z-Wave? Questa è un’opzione ragionevole quando si dispone di un hub che parla sia il protocollo Z-Wave o ZigBee (un altro comune standard di comunicazione).



Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *