Come confrontare le bollette elettriche

Saper confrontare le bollette elettriche – o, come spesso si chiamano, le “bollette della luce” – è molto importante: sia per capire se stiamo pagando troppo l’elettricità rispetto ai prezzi di mercato, sia per capire se con un determinato altro operatore possiamo pagarla di meno.

Va detto subito che, fino a dicembre 2016, era relativamente facile confrontare due bollette elettriche, poiché sulla bolletta stessa era riportato il costo unitario (cioè in euro/kWh) della “materia prima”, ovvero dell’energia elettrica, che è l’unico costo su cui un fornitore può di fatto fornirvi uno sconto (gli altri, tipo oneri di trasporto, oneri di sistema, Iva, accise, etc.) non variano da un fornitore all’altro.

Dal 1° gennaio 2017, è in vigore la nuova bolletta che – sebbene per molti aspetti più leggibile della precedente – non riporta il “dato chiave” appena accennato, ovvero il costo della materia prima in euro/kWh. Per sapere tale costo, occorre registrarsi al sito web del proprio fornitore e cercarlo faticosamente. Dunque, il confronto fra bollette è stato volutamente reso più difficile.

Tuttavia, non bisogna arrendersi! Tanto per cominciare, prendete la vostra bolletta elettrica e dividete il “Totale da pagare” (in euro, e che trovate scritto bello grande nella prima pagina della bolletta) per il “Consumo fatturato” (in kWh, che trovate scritto apposta in caratteri minuscoli nella seconda pagina, relativa a “Consumi fatturati e dettaglio letture”), per ottenere un numero che è il costo a kWh effettivamente pagato (comprensivo, quindi, di oneri vari, Iva e accise).

Ad esempio, supponiamo che il totale da pagare sia di 105,68 euro e che il consumo fatturato sia di 342 kWh (valore che si può ottenere anche sommando i consumi riportati per le tre fasce F1, F2 e F3). Allora il costo a kWh da noi effettivamente pagato sarà di circa 105 : 342 = 0,31 euro/kWh. Nel “dettaglio delle letture” potete inoltre vedere se i consumi addebitati sono “rilevati” o solo “stimati” (nel caso dei contatori elettrici digitali con lettura in tempo reale, dovrebbero essere sempre “rilevati”).

Ora, normalmente il costo unitario dell’energia si aggira intorno ai 0,22-0,23 euro/kWh per un comune contratto “domestico” da 3 kW di potenza. In questo caso, il costo era sugli 0,30 euro/kWh perché il contratto era sì domestico, ma “non residente”, ovvero non relativo alla casa presso la quale si ha la residenza, bensì a una cosiddetta “seconda casa” (che possono essere più d’una).

Dunque, avete già capito che se la bolletta si riferisce alla casa dove siete residenti vi dovete aspettare un costo “effettivo” a kWh di circa 0,22-0,23 euro/kWh, mentre se la bolletta si riferisce alla seconda casa vi dovete aspettare un costo di circa 0,30 euro/kWh. Si noti che, in realtà, la potenza impegnata influisce poco su questi valori, quindi se avete un contratto di 4,5-6 kW il discorso non cambia (ma pagherete ad es. circa 0,5 euro/kWh in più se avete una potenza impegnata elevata, tipo 40 kW trifase).

Dal 1° gennaio 2016, chi consuma di più paga l’energia elettrica leggermente di meno (mentre in precedenza era esattamente il contrario: pagava di più chi consumava di più). Quando il nuovo sistema di tariffazione “lineare” andrà a regime, i single e le piccole famiglie che consumano poco pagheranno di più (finanche il 25% in più), mentre pagheranno di meno (circa il 10% in meno nel caso di una famiglia di 5 persone) le famiglie più numerose e, in generale, più energivore.

Tuttavia, attualmente siamo in un regime transitorio, per cui le differenze tariffarie sono comunque ancora molto piccole, per cui anche questo aspetto dello “sconto” all’aumentare dei consumi potete ignorarlo del tutto: serve quasi più per confondere le idee delle persone inesperte che non per influire in maniera significativa sui costi di una normale bolletta di un utente “domestico”.

Perciò, in pratica, se voi avete un contratto “domestico residente” e pagate l’elettricità, ad esempio, qualcosa come 0,28 euro/kWh o più, fareste bene a cambiare fornitore. E comunque non sareste certo i primi a pagarla così tanto, perché molti fornitori “fregano” le persone offrendo tariffe notturne basse ma le “stangano” con le tariffe diurne, per cui alla fine l’utente medio paga molto di più.

Tuttavia, queste cose l’utente non riesce più a scoprirle con facilità, dato che le informazioni sulle sue tariffe contrattuali le trova: o, ben “incistate”, nell’area clienti del sito web del fornitore (cui si accede con una user ed una password una volta registratisi) o nel contratto cartaceo, sottoscritto magari qualche anno prima e spesso “introvabile” da parte di un utente medio poco ordinato, o sulla bolletta.

Se, fra i “Dati fornitura” riportati nella prima pagina della bolletta elettrica, trovate scritto, ad esempio, “Energiapura casa” (che è il nome dato da Enel Energia a un suo contratto sul mercato libero), facendo un’attenta ricerca su Internet (in pratica, digitate su Google “tariffe energiapura casa”) potete scoprire finalmente le tariffe da voi pagate per la materia prima.

Quindi, ora avrete capito che se volete confrontare la vostra bolletta elettrica con quella di un vostro parente o amico dovete innanzitutto assicurarvi, affinché il confronto abbia senso, che si riferisca allo stesso tipo di contratto: “domestico residente” va confrontato con “domestico residente” e “domestico non residente” va confrontato con “domestico non residente”.

A questo punto, calcolate anche per la bolletta del vostro parente o amico il costo a kWh da lui effettivamente pagato. Se, ad esempio, voi pagate come “domestico residente” 0,28 euro/kWh e lui paga solo 0,25 euro/kWh, è probabile che egli abbia un fornitore e/o un contratto migliore rispetto al vostro. Vale dunque la pena approfondire la cosa per esserne sicuri.

In pratica, se non potete avere accesso all’area cliente riservata del fornitore del vostro parente o amico, potete più semplicemente guardare il nome dell’offerta cui ha aderito sotto la già citata voce “Denominazione contratto” e poi fare una ricerca sul web per conoscere le tariffe da lui pagate per la componente energia. Un po’ laborioso, ma non lo è certo a caso.

A questo punto, se la tariffa del vostro parente o amico vi pare migliore e adatta per il vostro caso, fate una ricerca su Internet digitando il nome del fornitore accompagnato dalla parola “truffa” e vedete se si tratta di un fornitore corretto o che crea molti problemi ai suoi utenti. Nel primo caso, non esitate a contattarlo ed a richiedere un contratto uguale a quello del vostro parente/amico.

Ovviamente, potrete raffinare la vostra ricerca di una migliore tariffa per la componente energia utilizzando i comparatori online, ma assicuratevi sempre che il fornitore prescelto non sia coinvolto in sequele di cause o contestazioni da parte degli utenti, cosa verificabile con il controllo tramite un motore di ricerca. Le vie usate dai fornitori di energia per “fregare” i clienti sono infatti innumerevoli. Inoltre, in generale evitate di legarvi allo stesso fornitore sia per la luce che per il gas.

A questo punto, se vuoi controllare o ridurre i tuoi consumi energetici, il prossimo passo è quello di analizzare i tuoi consumi domestici di energia elettrica e del gas con l’aiuto di un semplice software di analisi dei consumi domestici (come ad esempio quello che puoi trovare qui), sviluppato proprio a tale scopo.



Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *