Consumi nascosti e sprechi di corrente: come eliminarli

Molti dispositivi elettrici ed elettronici presenti nelle nostre abitazioni consumano energia elettrica quando sono in modalità di riposo, cioè in modalità di attesa, standby, o disattivati. Inoltre, le persone a volte lasciano i dispositivi in modalità attiva quando non vengono utilizzati, ad esempio lasciano il televisore accesso mentre nessuno lo sta guardando o ascoltando.

I controller che operano a livello di circuito possono ridurre il consumo energetico dell’elettronica di consumo, innanzitutto spegnendo i circuiti elettronici che sono in modalità sleep o standby, riducendo la potenza assorbita dai dispositivi in questione a quello del prelievo di corrente in standby del circuito del controller in questione. In secondo luogo, possono spegnere dispositivi che sono stati intenzionalmente lasciati accesi dopo un periodo di tempo senza azioni da parte dell’utente.

Gli studi suggeriscono che questa seconda funzionalità aumenta notevolmente il potenziale di risparmio energetico, soprattutto riducendo il tempo di accensione “inutile” dei televisori e dei computer. In generale, questo tipo di approccio sembra ridurre il consumo di energia di un tipico centro di intrattenimento domestico o dell’ufficio domestico di circa il 50%.

Con un sistema di rilevamento appropriato, dei comandi a livello di circuito possono disattivare in modo “intelligente” i circuiti che alimentano questi dispositivi per risparmiare energia senza comprometterne la funzionalità ordinaria. Alcuni di questi sistemi automatici sono basati sull’occupazione di un ambiente (ad esempio, è il casi dei sensori di occupazione esistenti utilizzati per il controllo dell’illuminazione) o da un orologio, altri monitorano la stanza per i segnali del telecomando a infrarossi.

Quando non vengono rilevati segnali per almeno un’ora, il dispositivo – ad esempio una ciabatta “intelligente” – ne deduce che nessuno sta guardando il televisore e lo spegne insieme ad altri carichi controllati (decoder satellitare, lettore Dvd, videoregistratore, etc.). Per evitare di disattivare involontariamente il televisore mentre è attivamente utilizzato, alcuni dispositivi hanno una luce lampeggiante per avvisare dello spegnimento imminente se non vi sono azioni.

Oltre a questi prodotti esistenti già sul mercato, numerosi approcci emergenti sono in fase di sviluppo per rilevare o inferire l’occupazione, la presenza e vicinanza nell’ambiente che possono essere integrati con controller per integrare o sostituire i sensori di occupazione. Questi utilizzano algoritmi che considerano gli input da sistemi singoli o multipli di rilevazione in rete, quali telecamere, rilevatori di occupazione convenzionali, tag RFID, tappetini a pressione, segnali Wi-Fi o Bluetooth, etc.

Entrambi gli approcci occupazionali e temporali potrebbero essere implementati con interfacce utente e controller che, a loro volta, si integrano con pannelli di interruttori di rete e controller che accendono e disattivano i singoli circuiti, portando a un risparmio energetico ed economico. In pratica, però, i fattori umani potrebbero compromettere in modo significativo i risparmi reali.

Se ad es. un televisore è collegato al circuito “sempre acceso” anziché al circuito di controllo corretto, il consumo energetico del televisore non verrà ridotto. Per citare un altro esempio, se un sistema di controllo interferisce con le funzionalità di un console per videogiochi che non è in grado di salvare e riprendere un gioco in pausa quando una persona vuole guardare la TV, l’utente può diventare frustrato e scollegarla dal dispositivo che elimina i consumi nascosti, pregiudicando i potenziali risparmi.

Si può risparmiare anche sullo stand-by delle pompe di calore, che assorbono dagli 8 agli 11 W. Il controllo a livello di circuito può far risparmiare energia spegnendo il relativo circuito dedicato nei periodi dell’anno in cui il sistema normalmente non viene utilizzato. Ciò potrebbe essere fatto in pratica, ad esempio, utilizzando le temperature esterne per prevedere se il sistema verrà usato o no. Come stima, supponiamo che tutti le pompe di calore sono spente circa 3 mesi l’anno.

I ventilatori a soffitto sembrano avere il maggior potenziale di risparmio energetico fra gli “altri” carichi comuni, in particolare grazie allo spegnimento basato sull’occupazione quando gli spazi che essi condizionano sono vuoti. Sebbene alcuni ventilatori a soffitto abbiano sensori di occupazione, la maggior parte purtroppo non li hanno. In effetti, sembra che in casa circa il 40% dell’uso del ventilatore da soffitto si verifica quando le stanze sono libere, e dunque questo è il risparmio potenziale.

I sensori ed i sistemi di controllo necessari per l’implementazione del controllo a livello di circuito tipicamente consumano energia aggiuntiva. Il prelievo di potenza incrementale stimato dipende dai sensori e dal regolatore utilizzato, nonché dalla granularità del controllo implementato. Si va dagli 0,2-0,4 W di un timer agli 1,3 W di un sensore di occupazione di un ventilatore a soffitto. Pertanto, anche le ciabatte “intelligenti” sono particolarmente utili quando controllano più dispositivi insieme.



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