Luce: bioraria o monoraria per risparmiare?

zz43337777Dal 2010, a tutti i clienti del servizio di maggior tutela è stata applicata la tariffa bioraria. I clienti che scelgono un fornitore del mercato libero possono invece adottare l’offerta più adatta al loro profilo di consumo tra l’opzione monoraria, bioraria e trioraria.

In pratica, il prezzo dell’energia elettrica non è più uguale a ogni ora del giorno come era in passato (cioè monorario), bensì è differente a seconda dei momenti di impiego durante la giornata e dei giorni della settimana in cui si utilizza l’elettricità: più basso nella fascia serale/notturna, il sabato e in tutti i giorni festivi e più alto dalle 8 alle 19 dei giorni lavorativi.

La tariffa bioraria “standard” ha due fasce di consumo standard, introdotte per un miglior equilibrio del sistema elettrico nazionale, perché ciò sposta i consumi nelle ore di minor carico e a costo inferiore. Nel caso del mercato a maggior tutela, però la differenza fra le due tariffe è relativamente ridotta – dell’ordine del 10% – per cui una famiglia nel mercato tutelato paga circa 5 € in meno all’anno con la tariffa bioraria rispetto alla vecchia monoraria.

La prima fascia di consumo è la fascia piena, che definisce le ore di punta dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 19: questo periodo è indicato in bolletta come fascia oraria “F1”. La seconda fascia di consumo è la fascia vuota, che definisce le ore fuori punta dalle 19 alle 8 durante la settimana, sabato, domenica e i giorni festivi: questi periodi sono indicati in bolletta come fasce orarie “F2 e F3”.

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Nella fascia piena l’energia che sarà consumata costerà di più di prima, mentre nella fascia vuota costerà di meno: ad es., chi sceglierà di attivare lavatrice e lavastoviglie di notte o nei festivi potrebbe pagare 7 cents/kWh e invece, di giorno, 13 cents/kWh, al posto degli 11 cents/kWh fissi che pagava prima con la tariffa monoraria. Pertanto, chi vuole risparmiare rispetto alla vecchia tariffazione dovrebbe concentrare i consumi nella “fascia vuota”.

La scelta delle tariffe biorarie standard è vantaggiosa, rispetto alle condizioni monorarie, se si riesce a concentrare più del 67% – cioè circa 2/3 – dei consumi nelle più convenienti ore notturne, nel weekend, nei festivi; se, viceversa, i consumi sono concentrati per più del 33% nella fascia F1, la bioraria standard risulta più cara. Nel caso del mercato libero, invece, la differenza fra le due tariffe biorarie può arrivare finanche al 30%, per cui è “un’arma a doppio taglio”.

La tariffa trioraria, infine, propone 3 prezzi diversi per le 3 fasce: un prezzo più alto in F1, uno intermedio in F2 ed un prezzo molto basso in F3. Pertanto, le tariffe del mercato libero biorarie e triorarie in generale rappresentano un cambiamento favorevole solo per chi è fuori casa tutto il giorno e sbriga le faccende domestiche la sera e nel weekend. Chi invece usa la corrente soprattutto di giorno è costretto a cambiare le proprie abitudini oppure dovrà pagare di più.



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