Meglio piano cottura a gas o elettrico?

zz3957Molte persone preferiscono cucinare con il gas piuttosto che con l’elettricità. Del resto, i vantaggi del gas naturale per la cucina includono il fatto che i fornelli a gas riscaldano il cibo molto più rapidamente di un fornello elettrico tradizionale (cioè a resistenza, non a induzione, e che con quelli a gas si può cuocere a fuoco lento con maggiore precisione.

Tuttavia, molta più energia termica viene sprecata in un fornello a gas naturale rispetto a un fornello elettrico, perché gran parte del calore si disperde intorno alla parte esterna della pentola che è sopra il bruciatore, quindi l’efficienza del primo è relativamente bassa: circa il 40%. Vi sono anche maggiori probabilità di scottarsi con un fornello a gas naturale.

Cucinare con il gas brucia anche l’ossigeno presente in casa e rilascia nell’aria anidride carbonica, tracce di monossido di carbonio e vapore acqueo. Se avete problemi di umidità d’inverno, la cottura con il gas naturale peggiorerà il problema. Se invece avete una casa ad alta efficienza energetica molto ben sigillata, cucinare con il gas metano significa potrebbe depauperare l’aria dell’ossigeno, per cui sarà necessario immettere nell’ambiente aria fresca esterna.

Passiamo ora invece alle valutazioni di carattere economico riguardanti i costi di gestione. Una stessa quantità di calore con l’elettricità ci costa 2,3 volte – quindi più del doppio – che con il gas. Ma questo rapporto non ci permette di trarre ancora delle conclusioni, nel caso dei piani cottura, ed ora vedremo perché. Quando si confrontano diversi sistemi energetici, infatti, occorre tenere conto della loro diversa efficienza, che come accennavamo è differente.

Questo fa sì che 1 kWh termico prodotto dalla combustione del gas vada perso per circa il 60%, mentre solo il 40% va a scaldare la pentola, per cui l’efficienza è del 40%. Nel caso dei piani cottura elettrici, dove non c’è l’effetto dei fumi e la perdita di calore è minore, l’efficienza è di circa il 75%. Infine, nei piani cottura a induzione – che riscaldano solo le pentole composte di certi materiali ma non il piano cottura stesso – l’efficienza è ancora più alta: circa l’85%.

Un’altra cosa di cui dobbiamo tener conto per confrontare i vari piani cottura è il diverso potere calorifico – cioè l’energia termica fornita – di gas ed elettricità. Il potere calorifico di 1 metro cubo di gas metano è di circa 10,6 kWh termici. Il potere calorifico di 1 kWh elettrico, invece, è di 0,99 kWh termici, poiché quando si trasforma l’elettricità in calore tramite ad es. una resistenza elettrica l’efficienza di tale conversione è di circa il 99%.

A questo punto, con pochi conti possiamo facilmente calcolare la spesa con i tre diversi tipi di piani cottura che ci interessa confrontare. Il risultato è che cucinare con il piano cottura a gas costa 0,20 euro/kWh effettivamente “scaldante” (cioè tenendo conto dell’efficienza), mentre cucinare con il piano cottura elettrico classico costa 0,25 euro/kWh scaldante e, infine, cucinare con una moderna cucina a induzione costa 0,22 euro a kWh scaldante.

Dunque, se cucino con un piano cottura a gas anziché con uno elettrico tradizionale risparmio circa il 20%, ma il risparmio scende solo al 9% se il confronto è fatto con un piano cottura a induzione. Se, invece, cucino con un piano cottura a induzione spenderò circa il 12% in più rispetto al piano cottura a gas, ma circa il 9% meno rispetto a un piano cottura elettrico tradizionale. Quindi, il piano cottura a gas è il più economico, seguito da quello a induzione.



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