Quanto si risparmia con l’illuminazione automatizzata?

I controlli di illuminazione basati sull’occupazione di una stanza o di uno spazio consentono di risparmiare energia spegnendo le luci quando non ci sono spazi occupati, grazie a dei sensori e ad opportuni algoritmi che possono considerare gli input di vari sistemi di rilevamento in rete, come le telecamere, i tag RFID, la pressione su dei tappetini, i segnali Wi-Fi o Bluetooth, etc.

Alcuni studi su utilizzatori domestici reali proprietari di abitazioni hanno mostrato che, in media, le lampade da interno con controllo basato sull’occupazione hanno un utilizzo effettivo inferiore di circa il 50% rispetto a quelle con controllo on-off. Al contrario, le lampade all’aperto con sensori di movimento hanno un ciclo di lavoro superiore del 14%, sebbene altri fattori (come ad es. l’orientazione della casa, la latitudine, etc.) potrebbero influire sul ciclo di funzionamento del sensore di movimento.

Per stimare il risparmio energetico ottenibile nel proprio caso con l’illuminazione automatizzata, occorre sottrarre le stime orarie medie per l’occupazione da quelle per l’uso dell’illuminazione e riassumere il totale per tutte le ore in cui l’uso dell’illuminazione supera l’occupazione. Questo potenziale stimato di risparmio energetico non presuppone un periodo di time-out, cioè una volta che uno spazio è occupato le luci si spegneranno immediatamente. Assumendo invece, ad esempio, sei minuti come periodo di timeout, il potenziale risparmio così stimato si riduce di circa il 5%.

Il risparmio energetico ottenuto grazie al controllo automatico dell’illuminazione basato sull’occupazione negli edifici commerciali ha trovato un risparmio medio di circa il 24%. II risparmio energetico annuale atteso varia notevolmente da spazio a spazio, con quasi un ordine di grandezza di differenza nel risparmio energetico tra gli spazi. Data la grande variabilità, queste stime sull’entità reale del risparmio con l’uso di illuminazione basata sull’occupazione hanno una significativa incertezza.

Gli elementi di rilevamento e controllo dell’occupazione consumano anch’essi energia elettrica, riducendo il risparmio energetico netto dal controllo dell’illuminazione basato sull’occupazione. In questo caso, la “granularità” del controllo ha un significativo impatto sull’entità del consumo di energia parassita.

Si possono ad esempio distinguere due casi diversi: il controllo delle singole lampade e il controllo simultaneo di più lampade. L’energia consumata dal sistema di controllo per i controlli a livello di singola lampada è più di tre volte maggiore di quella per il controllo basato su gruppi di lampade. Detto questo, è importante notare che le lampadine collegate oggi sono quasi tutte a LED, per cui il risparmio ottenibile nel loro controllo è inferiore rispetto a tipi di lampadine più energivori.

Poiché le lampadine a LED consumano assai poco, con il loro utilizzo in sostituzione delle lampadine a incandescenze e delle fluorescenti compatte il consumo energetico dell’illuminazione residenziale diminuisce notevolmente. Questo riduce il potenziale risparmio assoluto in kWh ottenuto con i controlli occupazionali dell’illuminazione, ed amplifica l’importanza del consumo energetico operativo di qualsiasi sensore e comando rispetto a quello delle lampadine.



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