Quanto si risparmia con la zonizzazione della casa?

A causa dell’adozione limitata della zonizzazione automatizzata per la climatizzazione della casa, il relativo potenziale di risparmio energetico non è ancora pienamente compreso. Come nell’uso di termostati, il risparmio energetico dipende da molti fattori legati alla costruzione di abitazioni, alla perdita dei condotti, e in particolare alla strategia di controllo degli occupanti.

Le persone che regolano il controllo della zona per massimizzare il comfort termico, per esempio, non possono raggiungere lo stesso livello di risparmio di quelli che cercano di massimizzare il risparmio energetico. Le case con più stanze isolate non occupate sono quelle che traggono maggiore vantaggio dalla zonizzazione rispetto a quelle con poche stanze o piani o con open space.

La zonizzazione climatizza le diverse stanze di una casa in modo indipendente, quindi le case che riscaldano o raffreddano più di una stanza sono possibili candidate alla zonizzazione. Dal momento che circa il 98% delle case con sistemi di climatizzazione centralizzati climatizzano più di una stanza e oltre la metà più di 5 camere, l’opportunità di risparmio con la zonizzazione è potenzialmente significativa.

L’occupazione svolge un ruolo fondamentale nella misura in cui si possono realizzare i risparmi. Quando la maggior parte delle stanze in una casa sono spesso occupate, la zonizzazione è meno vantaggiosa. Al contrario, quando una o più camere sono raramente utilizzati e ragionevolmente isolate, esse potrebbero consentire costantemente un risparmio energetico.

Gli studi mostrano che il tempo cumulativo di una persona media per le varie attività è di 8,5 ore dedicate al sonno o al dormire, 7,5 ore di sveglia e allo stare in casa, e di 7,4 ore trascorse a distanza da casa, suggerendo che per finanche il 70% di questo tempo totale ci potrebbe essere almeno qualche opportunità di zonizzazione senza intaccare il comfort termico degli occupanti.

In alcuni casi, invece, la zonizzazione può migliorare il comfort, ma non può necessariamente risparmiare energia. Inoltre, se ad esempio il termostato si trova lontano dalle camere in cui ci si trova, ciò può far sì che le persone impostino temperature esagerate (ad es., superiori al solito) per raggiungere una temperatura target in una stanza lontana dal termostato centrale.

Tipicamente, i sistemi di riscaldamento o di raffreddamento centralizzato non sono zonati, e per quelli che sono, la zonizzazione è spesso grossolana: per esempio, una zona al piano superiore e una zona al piano inferiore. Le case con termostati multipli possono avere un potenziale di risparmio leggermente ridotto se questi termostati sono già utilizzati per sfruttare una parte del potenziale relativo alla zonizzazione. Tuttavia, meno di un’abitazione su 5 ha oggi più di un termostato.

Ciò suggerisce un forte potenziale inutilizzato per la zonizzazione. Circa l’80% delle famiglie intervistate sull’argomento, del resto, hanno riferito di climatizzare tutte le stanze della casa. Affinché la zonizzazione sia efficace, le stanze devono essere isolate termicamente e in qualche modo vuote. D’altra parte, i bagni tendono ad essere molto più piccoli di camere da letto e salotti.

Un stima del risparmio conseguibile, basata sul giudizio professionale, si può quindi ottenere utilizzando dei pesi di zona (1 per le camere da letto, 0,5 per un bagno grande, 0,3 per un bagno piccolo, 2 per altre camere) e applicarli alla superficie totale climatizzata. Questo potrebbe meglio caratterizzare le opportunità di risparmio basate sui dati relativi alle attività degli occupanti.

Una comune fonte di risparmio deriva dal non climatizzare le camere da letto inutilizzate. Circa la metà delle case hanno almeno una camera da letto extra. Se queste camere extra possono venire isolate e non climatizzate, ciò rappresenta una riduzione media nell’area del pavimento climatizzato del 6% per
la famiglia, con un quasi corrispondente risparmio nella spesa energetica.

La zonizzazione residenziale per gli impianti di riscaldamento o raffrescamento centralizzati è ancora rara e la maggior parte delle case che attualmente dispongono di un qualche livello di zonizzazione mancano del controllo “granulare” a livello di stanza necessario per sfruttare una parte significativa del potenziale di risparmio energetico. La zonizzazione automatizzata può permettere di sfruttare queste opportunità utilizzando un opportuno hardware ed un retrofit di controllo.

La portata del risparmio ottenibile dipende da diversi fattori, tra cui l’occupazione tipica delle varie stanze, le modalità di controllo dei dispositivi e il numero di stanze climatizzate di una casa che sono o possono
essere termicamente isolate. L’incertezza sul risparmio raggiungibile è dunque elevata, come pure alcuni studi di laboratorio e le simulazioni al computer suggeriscono. L’automazione potrebbe essere in grado di superare alcune di queste sfide ottimizzando risparmio e comfort.



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