Riscaldamento: stufa elettrica o pompa di calore?

zz7426Il riscaldamento a resistenza elettrica con una stufa elettrica è energeticamente efficiente al 100%, nel senso che tutta l’energia elettrica in ingresso viene convertita in calore. Mentre la maggior parte dell’energia elettrica che utilizziamo è ancora prodotta da generatori a carbone, gas o petrolio che convertono solo il 30% dell’energia del combustibile in energia elettrica.

A causa delle perdite di generazione e trasmissione di energia elettrica, il calore prodotto con l’elettricità è spesso più costoso di quello prodotto in case o aziende che utilizzano apparecchi a combustione, come il gas naturale, propano e sistemi con derivati del petrolio.

Se l’elettricità è l’unica scelta disponibile, le pompe di calore sono tuttavia da preferire nella maggior parte dei climi rispetto alle stufe elettriche, in quanto si può facilmente abbattere il consumo di elettricità del 50% rispetto al riscaldamento a resistenza elettrica.

L’eccezione è nei climi secchi, con temperature calde o miste (calde e fredde). Per questi climi asciutti, ci sono così pochi giorni di riscaldamento che l’elevato costo del riscaldamento non è economicamente rilevante. Il riscaldamento a resistenza elettrica può inoltre avere senso per un ampliamento della casa, se estendere il sistema di riscaldamento preesistente non è semplice.

Quando viene usata per il riscaldamento invernale, una pompa di calore permette di spendere, come costo di gestione annua, circa 1/3 rispetto a un riscaldamento fatto con stufe elettriche (che ha il 99% di efficienza di conversione da elettrico in termico ma ha un COP pari a 1) e circa 1/2 rispetto a un riscaldamento tradizionale con caldaia a gas (che ha un efficienza inferiore all’85%, per cui occorre usare parecchio gas).



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