Come scegliere la lavatrice: guida all’acquisto

zz5574La spesa per la gestione di una lavatrice dovrebbe spingere qualsiasi casalinga verso la scelta di un modello a basso consumo energetico, cioè che consumi poca elettricità, scelta facilitata per fortuna dall’esistenza della cosiddetta “etichetta energetica” obbligatoria.

L’etichetta energetica per gli elettrodomestici casalinghi destinati al lavaggio e all’asciugatura della biancheria per uso casalingo, introdotta nel 1999, è obbligatoria solo per gli apparecchi alimentati dalla rete elettrica, mentre ne sono esentati quelli che non hanno la centrifuga.

Dal 2010, l’etichetta prevede tre nuove classi di efficienza energetica per tutti i prodotti: A+, A++ e A+++. Tale etichetta riporta, fra le altre informazioni tutte riferite al ciclo normale del cotone a 60°C):

  • il consumo di energia espresso in kWh per ciclo di lavaggio, misurato in laboratorio e calcolato sul ciclo normale del cotone a 60°C, secondo una procedura standardizzata valida per tutta l’Unione Europea;
  • la classe di efficacia del lavaggio, con lettere che vanno da A (efficienza massima = più pulito) a G (efficienza minima = meno pulito);
  • la classe di efficacia della centrifugazione, sempre con lettere dalla A+++ (efficienza massima = meno acqua residua nel bucato) alla G (efficienza minima = più acqua residua nel bucato);
  • la capacità di carico della lavatrice e il consumo d’acqua;
  • la rumorosità dell’apparecchio.

L’informazione più importante riportata dall’etichetta è relativa all’efficienza energetica. Una serie di frecce di lunghezza crescente associate alle lettere dalla A+++ alla G, permettono di confrontare i consumi dei diversi apparecchi e di scegliere la lavatrice che consuma meno.

La lunghezza delle frecce è legata ai consumi: a parità di prestazioni gli apparecchi con consumi più bassi hanno la freccia più corta.



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